λέγει που Ήράκλειτος ότι πάντα χωρει καί ούδέν μένει καί ποταμου ροηι απεικάζων τά όντα λέγει ώς δίς ές τόν αύτόν ποταμόν ούκ άν έμβαίης

Eraclito dice in qualche luogo che tutto scorre via e che niente rimane immobile, e paragonando le cose alla corrente di un fiume afferma che non potresti entrare due volte nello stesso fiume.

(Platone, Cratyl, 402a)

PANTAREI

Se sottoponiamo alla considerazione del nostro pensiero la natura o la storia umana o la nostra specifica attività spirituale, ci si offre anzitutto il quadro di un infinito intreccio di nessi, di azioni reciproche, in cui nulla rimane quel che era, dove era e come era, ma tutto si muove, si cambia, nasce e muore.

Questa visione primitiva, ingenua, ma sostanzialmente giusta del mondo è quella dell'antica filosofia greca e fu espressa chiaramente per la prima volta da Eraclito:
tutto è ed anche non è, perché tutto scorre, è in continuo cambiamento, in continuo nascere e morire.

(Engels, Anti-Dühring)

Vladimir Ivanovič Nevskij
Storia del Partito bolscevico.
Vladimir Ivanovič Nevskij - Storia del Partito bolscevico.
 
Arturo Peregalli, Riccardo Tacchinardi
L'URSS e la teoria del capitalismo di Stato
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Autobiografia
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Presentazione

L’idea di fondo che anima il lavoro delle Edizioni Pantarei è quella di fornire strumenti di conoscenza sulla storia del movimento operaio nel mondo, sulle lotte e sugli uomini più o meno noti che vi hanno operato, sul dibattito teorico e politico che ne è scaturito; rendendo accessibile almeno una parte del molto materiale che in Italia non è stato tradotto e pubblicato a chi senta l’esigenza di approfondire, di quella storia, episodi, temi e problemi.
L’ottica è quella di estendere le conoscenze «della classe sulla classe», in un orizzonte mondiale. Mai come oggi la storia, e con essa la storia del movimento operaio, è effettivamente «storia universale».  E proprio per la connessione che esiste, di fondo, tra dinamiche del mercato mondiale e movimenti delle classi, l’impegno editoriale si estende alla pubblicazione di opere che sui processi dell’economia mondiale e dei suoi comparti si propongono di scavare con rigore scientifico.

Il materiale cui attingere è molto vasto; è spesso una sintesi degli sforzi di più generazioni di militanti condensata in archivi, volumi, documenti. Gran parte del miliardo e più di salariati nel mondo è costituita da proletari di prima generazione che stanno percorrendo le prime tappe dello sviluppo di una coscienza di classe, a partire dai primi gradini della coalizione operaia. La classe operaia è senza dubbio storicamente molto giovane, ma non solo in Europa e in America, anche in Asia, in Africa, il movimento operaio non parte da zero. Spesso purtroppo non ne è consapevole, ma ha già scritto pagine e pagine di quella «storia universale» che accompagna la nascita e lo sviluppo del mercato mondiale cui accennano Marx ed Engels nel Manifesto del 1848.
Coscienza di classe è anche – forse soprattutto – coscienza della propria storia, delle rare vittorie e delle frequenti sconfitte, delle poche teorie e ipotesi politiche che si sono rivelate efficaci e dei molti errori che occorre non ripetere. Questa storia è stata vissuta da generazioni di militanti. Non sempre è stata raccontata poiché per farlo occorrono capacità e mezzi che spesso non sono stati disponibili. Quella che è stata raccontata è spesso poco letta, scarsamente studiata, ancor meno assimilata; ma, in molti casi, parti importanti di quella storia non sono a tutt’oggi neppure disponibili al lettore italiano: da qui muove il nostro lavoro.

Il riferimento al «tutto scorre» di Eraclito, fin nella denominazione della casa editrice, non deve stupire. Nella prima prefazione all’Antidühring Engels illustra quale risultato di una «intuizione immediata» la straordinaria capacità dei filosofi greci di guardare alla natura «come un tutto», nella sua interezza e nel suo perenne divenire. Il pensiero dialettico si presentava così, per la prima volta, nella storia teorica, con grande semplicità e profondità. Engels avverte: «noi saremo costretti nella filosofia come in altri campi, a tornare sempre di nuovo alle opere di quel piccolo popolo».
Nel tumultuoso divenire del nuovo millennio, un richiamo alle origini della filosofia dialettica appare opportuno per chi si pone il compito di comprendere le trasformazioni epocali in corso e di poter essere, in esse, parte attiva. È questa una sfida da accettare forti di quella concezione e cercando, in primo luogo, di assimilare quanto di meglio hanno prodotto le generazioni passate.


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