λέγει που Ήράκλειτος ότι πάντα χωρει καί ούδέν μένει καί ποταμου ροηι απεικάζων τά όντα λέγει ώς δίς ές τόν αύτόν ποταμόν ούκ άν έμβαίης

Eraclito dice in qualche luogo che tutto scorre via e che niente rimane immobile, e paragonando le cose alla corrente di un fiume afferma che non potresti entrare due volte nello stesso fiume.

(Platone, Cratyl, 402a)

PANTAREI

Se sottoponiamo alla considerazione del nostro pensiero la natura o la storia umana o la nostra specifica attività spirituale, ci si offre anzitutto il quadro di un infinito intreccio di nessi, di azioni reciproche, in cui nulla rimane quel che era, dove era e come era, ma tutto si muove, si cambia, nasce e muore.

Questa visione primitiva, ingenua, ma sostanzialmente giusta del mondo è quella dell'antica filosofia greca e fu espressa chiaramente per la prima volta da Eraclito:
tutto è ed anche non è, perché tutto scorre, è in continuo cambiamento, in continuo nascere e morire.

(Engels, Anti-Dühring)

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Maria Hunink
Le carte della rivoluzione
L'Istituto Internazionale di Storia Sociale di Amsterdam, nascita e sviluppo dal 1935 al 1947
The Revolution Papers
Creation and development of the Amsterdam International Institute of Social History. 1935-1947

 

L’Internationaal Instituut voor Sociale Geschiedenis (iisg), di cui in questo libro Maria Hunink – un tempo bibliotecaria dell’Istituto – racconta la storia e illustra gli archivi, nacque ad Amsterdam nel 1933. I suoi incaricati, viaggiando per l’Europa, comprarono carte, archivi, biblioteche del movimento operaio e socialista da tutti coloro che prevedevano di doverle abbandonare alla furia distruttrice del nazismo. In seguito, l’Istituto si trovò ad essere fra i primi al mondo per patrimonio di manoscritti, documenti, libri sulla storia dei movimenti sociali: dall’archivio storico della spd, alle biblioteche e agli archivi dello storico anarchico Max Nettlau, di Wilhelm Liebknecht e Karl Kautsky, di Lev Trotsky; di partiti e movimenti, da quelli russi del Bund e del Partito Socialista-Rivoluzionario a quelli spagnoli della fai e della cnt; vi si trovano la quasi totalità delle carte di Karl Marx, i manoscritti e le lettere originali di Marx ed Engels.
Il patrimonio teorico e storico della scuola marxista ha corso più volte il rischio di essere disperso, di rimanere inaccessibile per decenni, oppure di essere conosciuto solo in edizioni monche, censurate, stravolte. A questo l’Istituto di Amsterdam ha saputo far fronte. Rimane ancora il pericolo che le «carte della rivoluzione» divengano inoffensive icone sulle quali «opportunisti onesti», scriveva Lenin nel 1916, possano deformare, congiurare con il silenzio, agire «sottomano e finemente». È questo un problema che non concerne più un Istituto di storia sociale.


Translated from Dutch, De Papieren van de Revolutie

The International Institute of Social History (IISH), whose history and archives Maria Hunink – a former Institute librarian – described in this book, was established in Amsterdam in 1933. Its members travelled throughout Europe, buying documents, archives and large collections of books of the workers and socialist movement, thus saving them from the destructive fury of Nazism. The Institute later became one of the first in the world as regards the wealth of manuscripts, documents and books on the history of social movements – the SPD history archives, the collections belonged to the anarchist historian Max Nettlau, to Wilhelm Liebknecht and Karl Kautsky, and Lev Trotsky; to parties and movements, such as the Russian Bund and the Revolutionary-Socialist Party, the Spanish FAI and CNT, etc. Most of Karl Marx’s papers and the Marx-Engels manuscripts and correspondence are kept by the Institute. The theoretical and historical legacy of the Marxist school has often run the risk of being lost, of remaining inaccessible for decades, or being published in incomplete, censored or distorted editions. The Amsterdam Institute has tackled this question. There still remains the danger that “the revolution papers” become harmless icons which “honest opportunists”, as Lenin wrote in 1916, can distort or treat with “stealth and subtlety” or surround with a conspiracy of silence. However, this is a problem that no longer concerns an Institute of social history.

 
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1998; 238 pagine, rilegato
Illustrato
indice analitico


1998, hardcover, 238 pp., subject index

ISBN 978-88-86591-02-7
€ 10,00

 
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