λέγει που Ήράκλειτος ότι πάντα χωρει καί ούδέν μένει καί ποταμου ροηι απεικάζων τά όντα λέγει ώς δίς ές τόν αύτόν ποταμόν ούκ άν έμβαίης

Eraclito dice in qualche luogo che tutto scorre via e che niente rimane immobile, e paragonando le cose alla corrente di un fiume afferma che non potresti entrare due volte nello stesso fiume.

(Platone, Cratyl, 402a)

PANTAREI

Se sottoponiamo alla considerazione del nostro pensiero la natura o la storia umana o la nostra specifica attività spirituale, ci si offre anzitutto il quadro di un infinito intreccio di nessi, di azioni reciproche, in cui nulla rimane quel che era, dove era e come era, ma tutto si muove, si cambia, nasce e muore.

Questa visione primitiva, ingenua, ma sostanzialmente giusta del mondo è quella dell'antica filosofia greca e fu espressa chiaramente per la prima volta da Eraclito:
tutto è ed anche non è, perché tutto scorre, è in continuo cambiamento, in continuo nascere e morire.

(Engels, Anti-Dühring)

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Emilio Gianni
Dal radicalismo borghese al socialismo operaista.
Dai congressi della Confederazione Operaia Lombarda a quelli del Partito Operaio Italiano. (1881-1890)
From Bourgeois Radicalism to Operaist Socialism
Congresses of the Lombardia Labour Confederation and of the Italian Workers'Party. 1881-1890

Nel 1882 prendeva vita a Milano il Partito Operaio Italiano. Nel volume il lettore trova documentata, attraverso le biografie di circa 300 fra i suoi militanti, la vita di una forza organizzata che arrivò ad avere tra i 30.000 e i 60.000 affiliati, un centinaio di sezioni impiantate per lo più nel Nord Italia, e un settimanale – Il Fascio operaio – diffuso in 2.000-3.000 copie, con punte di 10.000.
Con il POI a Milano e gli scioperi degli anni Ottanta dell’Ottocento il movimento operaio italiano partecipa a un ciclo di lotte operaie di cui è possibile cogliere un connotato europeo, con gli scioperi tra i docker di Londra, i minatori in Renania, nella Saar, in Sassonia.
Ma la coscienza di classe non riuscì ad andare oltre il carattere puramente “economico”. Il terreno “teorico” visto come un fardello era il limite che imprigionava questi infaticabili uomini pratici, di ferrea fedeltà alla causa, ma bruciati dall’esperienza dottrinaria dei mazziniani e degli anarchici. Ciò che mancò al movimento operaio italiano fu il Che fare?, ossia teoria, strategia e militanza rivoluzionaria che potessero bilanciare o far fare un salto politico all’economicismo.


The Italian Workers’ Party (Partito Operaio Italiano – POI) was created in Milan in 1882. Including the biographies of about 300 of its militants, this book presents the documented history of an organisation which had up to 30,000-60,000 members, about one hundred local sections mostly based in Northern Italy, and a weekly newspaper – Il Fascio operaio – with a circulation of 2,000-3,000 copies, and peaks of 10,000 copies. Through the POI in Milan and the strikes in the 1880s, the Italian labour movement took part in a cycle of workers’ struggles showing a European characterisation – with the strikes of the London dockers, and of the miners in Rhineland, Saarland, and Saxony. But class consciousness couldn’t go beyond a purely “economic” character. The “theoretical” field was felt as a burden and this limit locked up those tireless practical men, who were adamantly loyal to their cause but had been burned by the doctrinaire experiences of Mazzini’s followers and the anarchists. The Italian workers’ movement lacked the What is to be done?, that is the theory, strategy and revolutionary militancy which could counterbalance the economist tendencies or even make them make a political leap.

 
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2012; 448 pagine, rilegato
Illustrato
indici delle fonti, dei luoghi, dei periodici, dei nomi


2012, hardcover, 448 pp., index of sources, places, and periodicals, index of names
Published with the support of the Institute for the Study of Capitalism, Genoa

ISBN 978-88-86591-30-0
€ 25,00

 

 
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